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MA A CHE PUNTO SONO LE IMPRESE?
Articolo di Stefano Castelnuovo della redazione di www.bitmat.it

GDPR

Secondo un nuovo sondaggio condotto da SAS, nonostante la consapevolezza dell’entrata del GDPR, meno della metà (45%) delle organizzazioni intervistate ha un piano strutturato per adeguarsi alla normativa e il 58% sostiene che la propria azienda non è del tutto consapevole delle conseguenze derivanti dalla mancata conformità al regolamento.

Un altro studio Trend Micro, mostra un po’ di confusione su come debbano essere esattamente protetti i dati personali: Il 64% del campione, ad esempio, non è a conoscenza che la data di nascita di un cliente è classificata come dato personale. Inoltre, il 42% non classificherebbe i database di e-mail come dati sensibili, il 32% non lo farebbe con gli indirizzi di domicilio e il 21% con l’indirizzo e-mail personale. Le aziende non sono così preparate come credono, sebbene il 79% sia convinto che i propri dati siano già protetti al meglio.

“Ad oggi nessuna azienda è compliance al 100% – ha concluso l’avvocato Ianni – Neppure i grandi colossi americani come Google o Microsoft che pubblicizzano i loro servizi cloud sono perfettamente allineati alla legge. Sebbene abbiano le tecnologie, competenze e risorse per poterlo essere, non esiste ancora una normativa completa a causa di incongruenze tra il GDPR e quella nazionale esistente. Bisogna pertanto aspettare ancora qualche mese. Nel frattempo è bene che le imprese inizino seriamente a muoversi verso la conformità agli obblighi del GDPR poiché si tratta di un percorso non semplice”.

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